Informazioni del Percorso
  • Bellezza: 3.5
  • Partenza: 45.856751,9.531419
  • Durata: 02:45
  • Quota: 1563 mt
  • Dislivello: 380 mt
  • Distanza: 6.35 km
  • Tipologia: Escursionismo
  • Difficoltà: T
  • Stagione: Primavera
  • Esposizione: Sud
Partiti nel tardo pomeriggio per un'escursione serale, il traffico non ha giocato a nostro favore ne tanto meno il navigatore che, segnalandoci una strada come aperta quando non lo era, ci è costato un'ora aggiuntiva per raggiungere la meta. Per fortuna le giornate estive sono lunghe e nonostante fossero le 19:00 quando eravamo arrivati c'era ancora tanta luce. Lasciata l'auto esattamente nel punto in cui l'abbiamo parcheggiata per l'escursione ai Tre Faggi, ci inoltriamo nel sentiero e, invece di percorrerlo a destra, questa volta lo percorriamo per sinistra in direzione dei Canti. Percorrendo sentieri ben marcati, ad un certo punto ci inoltriamo nel sottobosco grazie ad una palina quadrata e bianca leggermemte nascosta.
Il bosco ci sputa per un attimo su una piccola bocchetta con uno stagno e una palina che ci indica di proseguire dritto. Subito ripreso il cammino ci imbattiamo in un camoscio che, forse per marcare il suo territorio, non scappa ma, anzi, impunta le zampe dando secchi colpi a terra. Affascinati da questo animale continuiamo ancora per poco, fino all'ultima salita parecchio in piedi. Arrivati sulla cresta, possiamo vedere il tramonto che scende dietro il monte Resegone e, dalla sua direzione, sentiamo un forte vento rinfrescarci in questa calda serata. 
Alla Madonna dei Canti decidiamo di mangiare qualcosa velocemente ma i piatti già pronti che avevamo portato richiedevano di essere un minimo riscaldati e il riso risultava un'insime di chicchi stopposi che facevano fativa ad essere deglutiti. Con ancora tanta luce ma un vento gelido che ci ha un po colto alla sprovvista, ci inoltriamo ancora una volta nel sottobosco per ripararci, andando nella direzione dei Tre Faggi. 
Superato un paio di guglie, ecco un altro animale, probabilmente un capriolo, difficile a dirsi dato che è corso immediatamente lontano da noi. 
Arrivati ai Tre Faggi vediamo in lontananza un cumulo di nuvole nere che ci ha motivato ad accelerare onde evitare di bagnarci. Per fortuna non è scesa nessuna goccia e solo ora il buio della notte ci avvolgeva. Una volta percorso l'ultimo tratto completamente al buio, riusciamo a vedere un paio di lucciole prime di raggingere l'auto e tornare in città.

  • Giacca a vento
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